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giovedì 3 novembre 2011

L'orgoglio del Generale Tricarico. Restituisce la "Legion d'Honneur" alla Francia dopo la risata di Sarkozy.


Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica, ha restituito oggi alla Francia la "Legion d'Honneur", la Legion d'Onore, ordine cavalleresco istituito da Napoleone Bonaparte nel 1802, nonché una delle più prestigiose onorificenze francesi. L'alto riconoscimento gli era stato assegnato per il ruolo svolto durante il conflitto in Kosovo.
Un gesto, quello di Tricarico, con cui l'alto ufficiale italiano ha voluto protestare contro "l'irriguardoso comportamento" del presidente francese Nicolas Sarkozy l'altro giorno a Bruxelles, durante il siparietto ridanciano con la collega tedesca Angela Merkel.


Generale di Squadra Aerea, Tricarico è nato a Tione di Trento il 9 settembre 1942. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica si è arruolato in Aeronautica Militare frequentando, dal 1961 al 1964, l'Accademia Aeronautica prima a Nisida e poi a Pozzuoli. Nel corso di oltre quarantatre anni di carriera ha svolto numerosi incarichi in Italia ed all'estero. Alla luce della sua straordinaria competenza e professionalità, è stato chiamato a svolgere il ruolo di consigliere militare di tre diversi presidenti del Consiglio: Massimo D'Alema, Giuliano Amato e Silvio Berlusconi.
Oggi Tricarico, come riferiscono le agenzie di stampa, ha restituito la Legion d'Onore all'ambasciatore francese in Italia, insieme ad una lettera nella quale ricorda di aver ricevuto dal presidente Jacques Chirac una onorificenza «della quale - scrive - sono oggi costretto a privarmi con rammarico e dispiacere di fronte al comportamento irriguardoso dell'attuale Presidente francese nei confronti dell'Italia».
La lettera si chiude con un post scriptum in cui Tricarico ricorda un aneddoto legato proprio al cognome di monsieur le Président. «Il 25 novembre 1916 il nostro leggendario aviatore, il capitano Francesco Baracca, abbatté il ricognitore austro-ungarico del tenente Kalman Sarkozy, che fu preso prigioniero. Pur essendo incerto il legame di parentela di quell'aviatore ungherese con l'attuale Presidente, l'episodio indica che gli Italiani - affrancati dalle peculiarità di un sistema che tarpa loro le ali - sanno vincere le loro battaglie. Anche quando di fronte abbiamo un Sarkozy».
Una stoccata di fioretto elegante ma letale. Dritta al cuore. Come solo un ufficiale "vecchio stampo" sa ancora fare.

Fonte:  linkiesta

Addio Sandro. Un Eroe Italiano.


Una folla imponente e sirene della Protezione Civile per l'ultimo commosso saluto a Arbus a Sandro Usai, il volontario eroe morto a Monterosso nella tragica alluvione del 25 ottobre per salvare la vita a due persone. A ricordarlo in chiesa, durante i funerali, il sindaco Atzori: "Siamo qui per onorarti come tu hai onorato noi con il tuo gesto eroico. La tua forza di giovane sardo e arburese è un esempio fulgido di coraggio. Non ti scorderemo, saremo eternamente orgogliosi di te", Sul feretro bandiera dei Quattro Moti e un giubbotto giallo della Protezione civile. Il capo dipartimento Franco Gabrielli ha espresso il suo cordoglio inviando una lettera alla moglie del volontario, "che con il suo gesto ci ha consegnato un tesoro che custodiremo con lo stesso geloso orgoglio di averlo avuto al nostro fianco nello straordinario mondo del volontariato di Protezione civile".
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "ha avviato l'istruttoria per il conferimento con procedura d'urgenza della medaglia d'oro al Valor Civile alla memoria" di Sandro Usai. 
Un Eroe Italiano.





martedì 25 ottobre 2011

Roma celebra Audrey Hepburn: attrice meravigliosa e ambasciatrice Unicef


Roma celebra Audrey Hepburn attraverso una mostra di oltre cento fotografie, video e oggetti personali appartenuti ad una delle icone del cinema e del costume del nostro tempo. Un tributo alla grande interprete di film che hanno fatto la storia del cinema, da Colazione da Tiffany a Vacanze Romane, e che ha vissuto per oltre venti anni a Roma. La mostra "Audrey a Roma", al Museo dell’Ara Pacis dal 26 ottobre al 4 dicembre, servirà anche a raccogliere fondi per il progetto di lotta alla malnutrizione infantile, sostenuto dal Club Amici di Audrey per Unicef, al quale la stessa Audrey ha dedicato una parte importante della sua vita in qualità di Ambasciatrice Unicef.



Didascalie, testi e grafica ripercorrono il rapporto personale tra Audrey e la città di Roma. Un video esclusivo rivela momenti della vita privata lontana dalle scene. Le immagini sono accompagnate da abiti e accessori, testimoni del modo di vestire di quel periodo, anche di abiti indossati da Audrey nella vita di tutti i giorni.

Nei cinque anni che precedettero la sua morte, avvenuta nel 1993, Audrey viaggia senza sosta, visitando decine di progetti dell’Unicef in Africa, America Latina e Asia, testimoniando al mondo la sofferenza dei bambini vittime della povertà e dei conflitti, diventando così il volto dell’Unicef in tutto il mondo.
 
Con questa mostra Audrey continua a servire la causa dei bambini anche oggi. L’integrazione nel prezzo del biglietto, infatti, andrà all’Unicef: l’acquisto del biglietto costituisce una donazione pari al costo della terapia di recupero a base di minerali e vitamine per un bambino malnutrito. Le risorse mobilitate dalla mostra finanzieranno una rete di 32 Centri Nutrizionali nella Regione di Lac, in Ciad, dove i bambini malnutriti ricevono alimenti terapeutici e cure sanitarie.


Fonte: Comune di Roma

La piccola Azra...favola nella tragedia.


Una neonata di appena due settimane e' stata estratta viva dalle macerie circa 48 ore dopo il sisma che ha devastato la provincia orientale di Van, in Turchia.
La bambina si chiama Azra Karaduman. E' stata immediatamente avvolta in una coperta e trasportata in ospedale tra le ovazioni degli altri superstiti. La mamma e la nonna della piccola sarebbero anch'esse vive e si troverebbero sotto le macerie di Ercis, la citta' piu' colpita. I soccorritori sono al lavoro sotto una pioggia sottile per tentare di estrarle. Il padre, invece, e' disperso.


Fonte: Ansa.it

lunedì 24 ottobre 2011

Violento terremoto in Turchia. Più di mille i feriti. Israele invia aiuti, Ankara rifiuta.

ANKARA - Un forte terremoto è stato registrato in una provincia orientale turca con capoluogo nella città di Van, 380mila abitanti, vicina al confine con l'Iran. Il bilancio sarebbe drammatico: i morti accertati sono 217 (con 1090 feriti), ma i dispersi sono centinaia. Secondo una stima dell'istituto di sismologia Kandill di istanbul le vittime sarebbero tra 500 e mille.
Il sindaco del capoluogo, Bekir Kaya, ha parlato di "molti morti - ha riferito alla televisione turca NTV - parecchi edifici sono crollati, c'è tanta distruzione. Abbiamo urgente bisogno di aiuto, di medici." La televisione rende chiaramente la misura del dramma: edifici di più piani crollati, gente che scava con le mani o invoca aiuto sbracciandosi in una lotta contro il tempo per cercare di tirare fuori dalle macerie le persone intrappolate.


Attraverso il consolato di Smirne, l'ambasciata italiana ad Ankara si è accertata delle condizioni dell'unica famiglia di nostri connazionali residente a Van: originario di Pisa, il nucleo composto di padre, madre e figlia sta bene.
Le conseguenze del terremoto potrebbero essere davvero disastrose in una paese come la Turchia, dove molte case sono state edificate non  nel pieno rispetto delle norme, è il commento dei sismologi citati dalle televisioni. La Turchia è un paese notoriamente a rischio terremoto.
La NATO, di cui la Turchia è membro, attraverso il segretario generale Anders Fogh Rasmussen si è detta disposta ad "assistere, se necessario, il nostro alleato turco".
Di fronte alla tragedia, anche Israele ha offerto il suo aiuto umanitario alla Turchia, sebbene le relazioni tra i due paesi siano congelate. Anche il ministro della Difesa di Tel Aviv, Ehud Barack, ha comunicato ad Ankara la disponibilità a fornire "tutto l'aiuto di cui ha bisogno". Recentemente la Turchia ha espulso l'ambasciatore di Israele e ha congelato le relazioni militari con Tel Aviv per protesta contro il rifiuto israeliano di scusarsi per le vittime causate nel 2010 dal blitz delle sue teste di cuoio su un battello turco della Freedom Flottilla che cercava di forzare il blocco navale per 
portare aiuti a Gaza.




Fonte:  Repubblica.it 

domenica 23 ottobre 2011

Addio SuperSic...


MILANO - Tragedia sulla pista di Sepang, in Malesia. Un terribile incidente al secondo giro, cancella la vita di Marco Simoncelli, pilota italiani di 24 anni. Terribile la sequenza degli ultimi istanti di vita di Simoncelli: una caduta, al secondo giro, lo fa scivolare sull'asfalto. Ma nell'impatto perde il casco e altri piloti coinvolti nell'incidente non riescono a evitarlo: in particolare Edwards e Valentino Rossi, grande amico di Simoncelli, finiscono su di lui con le ruote. Agghiacciante la scena che si presenta agli spettatori sul circuito e davanti alla tv soltanto un istante dopo: Simoncelli rimane a terra, esanime, immobile. Subito il terrore si fa reale, la situazione appare immediatamente gravissima.

ARRESTO CARDIACO - I soccorsi sono immediati, ma Simoncelli arriva in arresto cardiaco al centro medico del circuito. Sul suo collo ci sono evidenti segni del passaggio delle ruote. E l'attesa, la speranza flebile che si perde nel silenzio delle tribune, sui volti attoniti degli altri piloti ai box, dura poco.

I SOCCORSI INUTILI - S'era capito subito, che sui stava consumando un dramma, anche se tutti ai box cercavano di negare l'evidenza e di restare aggrappati alla speranza. «Simoncelli è arrivato già in arresto cardiocircolatorio, e ha un vistoso segno di una ruota sul collo. Stiamo cercando di rianimarlo ma è molto difficile» aveva detto ai microfoni di Italia 1, il dottor Giuseppe Russo, uno dei componenti dello staff medico del Motomondiale. Parole che lasciavano ben poche speranze per la vita del pilota di Cattolica.
L'INCIDENTE - La stessa dinamica dell'incidente toglievano le illusioni a chiunque avesse vissuto da testimone quei momenti. Le immagini, ritrasmesse dalla tv, mostravano Simoncelli tagliare la curva in modo quasi innaturale, probabilmente dopo aver perso aderenza in un momento della gara nel quale le gomme sono ancora «fredde». Cadendo, Marco perde il casco, mentre due moto che lo seguono, quella di Colin Edwards e quella di Vale Rossi, passano sopra il suo corpo.

venerdì 21 ottobre 2011

Fumo a scuola: un divieto su carta.

Studenti ma anche insegnanti: ad unirli il comune vizio di fumare a scuola. Dichiara apertamente di accendere la sigaretta negli ambienti scolastici quasi uno studente su tre (31%) delle superiori e un modesto ma significativo 4% dei ragazzi delle medie. Ma ben l’82% degli studenti delle scuole superiori e il 51% degli studenti delle scuole medie dicono di aver visto altri compagni fumare durante l’orario scolastico. Dunque, il numero di chi ammette senza remore di fumare a scuola è presumibilmente inferiore di chi poi effettivamente lo fa.  Alla domanda se hanno visto docenti fumare a scuola, risponde positivamente il 77% degli studenti delle superiori e il 49% delle medie.


A fumare sono soprattutto i maschi, in particolar modo nelle scuole medie (59% contro 41%), mentre alle superiori lo scarto è inferiore (53% e 47%). Più della metà dei ragazzi è consapevole che esiste un divieto di fumo nelle scuole, ma è un divieto solo sulla carta, dal momento che dichiarano di essere stati puniti in maniera sistematica solo nel 17% dei casi alle superiori e nel 36% alle medie.
Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla prima Indagine civica sul fumo a scuola presentata oggi al Senato da Cittadinanzattiva, alla presenza dei senatori Ignazio Marino (PD) e Antonio Tomassini (PDL), cofirmatari del disegno di legge “Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco” che propone, tra le altre cose, di vietare la vendita delle sigarette ai minorenni e di proibire il fumo anche negli spazi aperti delle scuole.
Ad essere molto, troppo tolleranti sono soprattutto gli insegnanti che non danno il buon esempio e spesso fanno finta di nulla se scoprono che un loro studente fuma a scuola: il 25% dei docenti delle superiori e il 3% dei docenti medi si mostra “indifferente”.  Solo il 28% degli insegnanti delle superiori e la metà nelle scuole medie segnala correttamente l’accaduto al Dirigente che, per legge, è responsabile della sicurezza nella scuola.

Mai più parlamentari-sindaci

Niente più doppio incarico per i parlamentari-sindaci. La Corte Costituzionale, decidendo sul caso Stancanelli, senatore PDL e sindaco di Catania, ha bocciato la legge n. 60 del 1953 nella parte in cui non prevede l'incompatibilità tra carica di parlamentare e quella di sindaco di un comune con più di 20mila abitanti.







Fonte: ANSA.IT

giovedì 20 ottobre 2011

Dopo la distruzione di Roma, qualcosa si muove... forse

ROMA - Nove manifestanti arrestati sabato a Roma durante gli scontri resteranno in carcere, per due imposti gli arresti domiciliari mentre uno torna libero. Questo quanto deciso dal gip del tribunale di Roma dopo sei ore di camera di consiglio. Appresa la notizia dei legali, i numerosi parenti degli arrestati presenti fuori Regina Coeli sono scoppiati a piangere.







La decisione è stata l'epilogo di una lunga giornata di interrogatori nel corso dei quali tutti hanno respinto le accuse. "I ragazzi fermati rischiano di essere capri espiatori, in carcere ci sono degli innocenti, vivono male il sovraffollamento - ha commentato l'avvocato Fabrizio Gallo - il mio assistito non ha sfondato vetrine, non ha saccheggiato, ha solo rimandato indietro un fumogeno."



La procura ha chiesto la convalida dell'arresto di Fabrizio Filippi, 24 anni, detto "Er Pelliccia", immortalato con un estintore in mano durante gli scontri. Domani l'interrogatoria di garanzia. E le indagini proseguono per identificare altri colpevoli, nel mirino anche alcuni gruppi ultras di Lazio e Roma, che potrebbero essere coinvolti  nell'assalto al blindato dei Carabinieri, poi bruciato, in Piazza San Giovanni.



Fonte: ANSA.IT

UCCISO GHEDDAFI. DA 42 ANNI ALLA GUIDA DELLA LIBIA.

Berlusconi commenta la notizia dicendo che la guerra finita. Il ministro degli esteri Frattini la definisce una "grande vittoria del popolo libico. Dal cardinal Bertone l'invito alla pacificazione. Ma chi era Gheddafi? Ecco riportati il video del cadavere e in breve i passi compiuti nei suoi 42 anni al potere.

Il Colonnello, il raìs, il profeta dell'Africa unita e del panarabismo, nemico del colonialismo, muore il 20 ottobre 2011 in seguito alle ferite riportate durante la cattura, dopo 42 anni in cui ha guidato incontrastato la Libia e dominato spesso la scena internazionale.
Amico-nemico per molti, sempre pronto a stupire e provocare come quella volta - era il 2009 - quando atterrando a Roma per la prima volta dopo il 'Trattato' che ha riconciliato Roma e Tripoli, scese dall'aereo con appuntato sul bavero della sua uniforme speciale, la foto del 'Leone del Deserto', martire del colonialismo italiano. 

Ecco una sintesi dei suoi quattro decenni alla guida del Paese:

- 1 settembre 1969. Il 27enne colonnello Gheddafi, contrario al governo dell'anziano re Idriss al Senoussi, ritenuto troppo debole nei confronti di Francia e Stati Uniti, rovescia il regno con un colpo di Stato incruento, prende Tripoli, e proclama la Repubblica, di cui diventa la massima autorità, fregiandosi del solo titolo di Guida della Rivoluzione.

- ottobre 1970. Gli italiani residenti in Libia, dopo progressive restrizioni ordinate da Gheddafi, sono espulsi dal Paese.

- 1976. Viene pubblicato il Libro verde della rivoluzione, con cui il leader libico enuncia i suoi principi politici e filosofici, a favore del panarabismo e contro il marxismo e il capitalismo.

- 1977. Nasce la Jamahiriya, 'lo stato delle masse', con cui Gheddafi, unica guida della Libia, ribattezza il Paese.

- dicembre 1979. Gli Usa iscrivono la Libia nella lista dei Paesi che sostengono il terrorismo, dopo che, a Tripoli, durante una manifestazione viene incendiata l'ambasciata americana.

- aprile 1986. In seguito all'attentato (3 vittime e 250 feriti) alla discoteca berlinese 'La belle', frequentata da militari statunitensi, il presidente americano Ronald Reagan da l'ok per una rappresaglia: nella notte tra il 14 e il 15 aprile gli Usa bombardano Tripoli e Bengasi, distruggendo la residenza di Gheddafi e uccidendo la figlia adottiva. Il colonnello, avvisato dall'Italia di Craxi e Andreotti, si salva. Per ritorsione la Libia lancia due missili contro la stazione radio Loran della guardia costiera degli Usa, situata sull'isola di Lampedusa.

- marzo 1992. Embargo aereo e militare dell'Onu contro la Libia, seguito poi da sanzioni economiche.

- marzo 1999. Gheddafi annuncia che i sospettati dell'attentato di Lockerbie  detenuti in Libia, saranno trasferiti in Olanda, quindi a processo in Gran Bretagna.

- marzo 2001. Gheddafi, in un summit a Sirte, in Libia, è tra i principali sostenitori della nascita dell'Unione Africana.

- agosto 2003. La Libia riconosce la responsabilità di alcuni suoi dirigenti nella strage di Lockerbie, l'attentato a bordo di un aereo della Pan Am che nel dicembre 1988 provocò 270 morti, e si impegna a risarcire i familiari vittime.

- dicembre 2003. Dopo la guerra in Iraq, Gheddafi annuncia lo smantellamento del programma nucleare libico.

- giugno 2006. Gli Usa cancellano la Libia dalla lista nera.

- 30 agosto 2008. Trattato di amicizia italo-libico, che pone fine a un lungo contenzioso coloniale tra i due paesi.

- settembre 2008. Visita a Tripoli del segretario di stato Usa Condoleezza Rice. Da 55 anni un capo della diplomazia americana non metteva piede in Libia.

- febbraio 2011. Esplode a Bengasi la rivolta contro Muammar Gheddafi. Dopo sei mesi di guerra e l'intervento della Nato i ribelli entreranno a Tripoli il 21 agosto, mettendo in fuga il rais. Il 20 ottobre la sua cattura a Sirte e la morte per le ferite riportate.

Donna si getta nel Laghetto dell'EUR. In corso le ricerche.

20 ottobre 2011 - Stamattina una donna si è gettata nel laghetto al centro del nostro quartiere. A dare l'allarme un passante, testimone oculare del fatto verificatosi intorno alle 6. Sono in corso le ricerche dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco.


Fonte: adnkronos.com 



mercoledì 19 ottobre 2011

In anteprima la bozza del Decreto 'Sviluppo'. Ecco le novità più vicine agli studenti.

Resa pubblica la bozza del Decreto 'Sviluppo' predisposta ieri dal Governo e ancora in fase di sistemazione. Il testo "squarcia il velo" sulla frenetica attività del Governo nelle ultime ore per mettere a punto un decreto di rilancio dello sviluppo a costi contenuti.
Costituita in tutto da 146 articoli (di cui alcuni ancora da ultimare), riportiamo di seguito, in estrema sintesi, le novità che più da vicino possono interessare noi Studenti:


- STOP PAGELLE DA 2013: Addio alle pagelle: dal 2013 arriveranno solo via web insieme ai certificati.


- PROF UNIVERSITA' PRIMA IN PENSIONE: L'età per il collocamento a riposo dei professori universitari ordinari viene anticipata dai 70 ai 68 anni.


- BIGLIETTO BUS ELETTRONICO: Le aziende di trasporti si doteranno di "sistemi di bigliettazione elettronica e di pagamento interoperabili a livello nazionale".


- ASSUNZIONI ANCHE PER ATENEI IN ROSSO: Eliminazione del vincolo di assunzione per gli atenei che spendono per il personale più del 90% delle risorse statali.


Fonte: ANSA.IT

"Io, ragazza madre e black bloc."

E' una giovane precaria. Mamma di una bambina molto piccola. Il 15 ottobre era in piazza. A lanciare sassi e bastoni contro la polizia. Ha 30 anni, è romana. E furiosa. perché non riesce ad arrivare a fine mese, perché non ha una casa, perché non ha aiuti per crescere sua figlia.
di Valeria Teodonio
FONTE:   repubblica.it 

lunedì 17 ottobre 2011

Van Gogh: suicidio o incidente?

Il mistero che avvolge la vita e la morte di Vincent Van Gogh rende lo studio di questo incredibile artista ancora più interessante e, se vogliamo, intrigante. Per questo abbiamo ritenuto che una simile notizia potesse interessare agli studenti del nostro Liceo (anche, magari, solo perché amanti dei libri gialli).




Le cronache narrano Vincent Van Gogh che morì nella notte del 29 luglio del 1980, dopo essersi sparato un colpo di pistola al petto il pomeriggio di due giorni prima. Ma la tesi del suicidio di colui che fu uno dei più grandi pittori impressionisti della storia, è messa in discussione da una nuova biografia intitolata "Van Gogh: The Life" di Steven Naifeh e Gregory Smith. I due autori affermano che il colpo fatale probabilmente fu esploso dal giovane Secrètan, sedicenne al quale piaceva vestirsi da cowboy e sparare agli animali. Il pomeriggio del 27 luglio, in compagnia di suo fratello, il ragazzo avrebbe premuto per sbaglio il grilletto e colpito l'artista che vagava nei campi. Van Gogh - scrivono gli autori - non denunciò i ragazzi perché vide la morte come un sollievo (viveva uno stadio di crisi e depressione da anni) e non voleva che i due fossero condannati per avergli fatto un piacere.


Fonte: Corriere della Sera


                                  Vincent Van Gogh, "Notte Stellata"

domenica 16 ottobre 2011

IL DERBY CAPITOLINO. LA PARTITA PIU' BELLA DEL MONDO.

L'ansia cresce. Stasera tutta Roma si ferma per 90 minuti.


Non giudicate dalle apparenze: l'anteprima del video è laziale, ma l'intera clip è assolutamente imparziale!!

STAY HUNGRY. STAY FOOLISH

Your time is limited, so don't waste it living someone else's life. Don't be trapped by dogma — which is living with the results of other people's thinking. Don't let the noise of others' opinions drown out your own inner voice. And most important, have the courage to follow your heart and intuition. They somehow already know what you truly want to become. Everything else is secondary.

IL DAY AFTER DI ROMA.

Il giorno dopo, Roma si ferma a guardare il risultato della protesta di ieri. 
"Secondo una prima stima, molto approssimativa, e che dovrà essere definita con attenzione nei prossimi giorni, crediamo che la città abbia subito almeno un milione di ero di danni. [...] Sono stati trovati 20 metri cubi di sampietrini divelti e staccati per farne proiettili". Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno ai microfoni del TG1 nell'edizione del pomeriggio. Circa 70 feriti, di cui tre gravi. Venti i fermati, 12 gli arresti. Si teme una scia di violenze nella serata di oggi, caratterizzata dall'evento del Derby e quindi ancora più a rischio in termini di ordine pubblico.
Maroni invita il mondo politico a non dividersi di fronte ai fatti del 15, ferma la condanna delle violenze da parte di tutti i movimenti che hanno preso parte alla giornata di protesta che si svolgeva in tutto il mondo con manifestazioni pacifiche in centinaia di città. Sì perché rimane il rammarico per quanti hanno preso parte alla vera manifestazione (quella pacifica), o semplicemente sostenevano la bontà delle ragioni che hanno spinto la gente in piazza. Aldilà delle considerazioni politiche, infatti, il 15 ottobre ha visto un'altra volta protagonista, purtroppo, la violenza della piazza e non le idee dei manifestanti, che pure hanno applaudito (dando un segnale di intelligenza e responsabilità civica) le forze dell'ordine contro i Black Block.


Lasciamo spazio nei commenti a chi volesse dire la sua a proposito di questo tema, o magari portare una testimonianza diretta all'attenzione di tutti. 
Invitandovi a mantenere toni civili e pacati, vi ricordiamo che è vietato lasciare commenti anonimi. Si prega, pertanto, di firmare con nome e cognome e (se volete) classe.


FONTE: ANSA.IT